
Finora molti comuni, ASL e Enti erogatori, approfittando dello stato di necessità dei parenti degli assistiti hanno richiesto e richiedono tuttora contributi nonostante che detta richiesta sia vietata dalle norme in vigore. Queste norme non possono comunque essere modificate dal decreto applicativo precedentemente citato, che ancora non è stato emanato – in quanto atto amministrativo che non può modificare la norma di legge. Inoltre il decreto ora non è più necessario in quanto la Legge 328/2000 indica in modo dettagliato le misure dirette “a favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo famigliare di appartenenza”.
TANTE FAMIGLIE CORRONO IL RISCHIO DI DIVENTARE POVERE SE UN LORO CONGIUNTO ANCHE NON CONVIVENTE E’ COLPITO DA UN HANDICAP GRAVE O DA UNA MALATTIA INVALIDANTE.
UN DOCUMENTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SEGNALA CHE 2 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE, NEL 1999, SONO SCESE SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’ PER LE SPESE SOSTENUTE PER LA “CURA” DI UN COMPONENTE AFFETTO DA UNA MALATTIA CRONICA.
La situazione attuale è destinata ad aggravarsi in misura molto preoccupante in quanto, a seguito dell’introduzione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono estremamente gravosi gli oneri posti a carico degli utenti dei servizi sanitari e socio-sanitari. Poiché la quota coperta dalla sanità è assolutamente ridotta, una parte che varia tra il 40 e il 70% del costo totale viene addossata al Comune o all’utente.
Il Comune dovrebbe intervenire solo per la quota non coperta dal reddito personale dell’utente. Oggi invece vengono obbligati illegittimamente i parenti degli assistiti a versare somme molto pesanti per coprire questa quota.
La situazione è particolarmente grave per l’insufficienza dei servizi di assistenza domiciliare, di posti letto di lunga degenza negli ospedali e di strutture extra ospedaliere. Ciò comporta come conseguenza, che per esempio molti anziani malati cronici sono necessariamente inseriti in strutture come le RSA, dove i familiari sono costretti a firmare l’impegno di pagamento per ottenere il ricovero.
Ricordiamo ancora che, in base all’art. 438 del Codice Civile, gli alimenti possono essere chiesti ai parenti solo dalla persona in situazione di bisogno o dal suo tutore.
I sottoscritti cittadini pongono le seguenti precise richieste:
1. L’aumento oltre il livello minimo fissato dalle norme nazionali della quota a carico del fondo sanitario regionale per tutti gli assistiti e ricoverati (in particolare per le persone con patologia grave) e la regolamentazione del sistema delle rette compresa la fissazione di un tetto massimo dei costi complessivi non superabile per nessun ricovero.
2. Stanziamento di adeguate risorse da parte della Regione per la copertura dell’integrazione della quota della retta a carico dei comuni per l’applicazione del Dec. Leg.vo 130/2000.
3. Il riconoscimento esplicito nella normativa regionale e nei regolamenti comunali, che non possono essere richiesti contributi economici ai congiunti, delle persone assistite a domicilio o ricoverate nelle strutture diurne o residenziali e che, comunque, per soggetti con handicap grave e per gli anziani ultra sessantacinquenni non autosufficienti deve essere considerata la situazione economica del solo assistito.
4. L’istituzione di sportelli e la diffusione di materiale conoscitivo da parte della regione e degli enti locali per informare i cittadini utenti dei loro diritti riguardanti le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, a cominciare dalla possibilità di opporsi alle dimissioni precoci dagli ospedali.
Ricordiamo che già diverse Regioni si muovono nella direzione delle proposte contenute in questa petizione. Segnaliamo le seguenti situazioni.
· La Regione Piemonte con DGR N. 17-15226 del 30/3/2005 ha fissato fino al 57% la quota della retta di ricovero a carico della Sanità
· La Regione Autonoma della Valle D’Aosta con DRG N. 3898 del 23/11/2005 ha fissato tale quota al 65 e 70% a seconda del regime di gestione e ha inoltre determinato il livello massimo della retta a Euro 39.00 al giorno.
· La Regione Toscana con nota del Direttore Generale Assessorato alla Salute del 15/12/2005 conferma il criterio della valutazione della situazione economica del solo assistito senza il coinvolgimento dei parenti.
· L’Assessore della Regione Marche in un intervento nel consiglio regionale del 15/12/2005 ha assicurato l’applicazione della normativa del Decreto 130/2000.
· Anche il Difensore Civico della Lombardia in una nota del 2 dicembre 2003 conferma che il Dec. L.vo 130/2000 “esclude in modo chiaro” che gli enti erogatori possono richiedere contributi ai parenti degli assistiti.
Per adesioni e informazioni:
dialoghinecessari@tin.it
senzalimiti@quipo.it
virgilio.bacalini@libero.it
segreteria@medicinademocratica.org
Cell.: 339/2516050 / 3470045189 / 3381577125 / 3331090283
LUGLIO 2006
La Regione Piemonte approva, attraverso il benestare della sua Presidente (la signora Mercedes Bresso), di uccidere seicento Caprioli in provincia di Alessandria. Sembra che le bestie siano in soprannumero rispetto a quanto verificato l’anno precedente. I cacciatori che si sono prenotati, pagheranno 40 euro per un cucciolo, 110 per un adulto. Una cifra tutto sommato modica per sparare a un cerbiatto. Non capita tutti i giorni. Il ministro dell’ambiente Pecoraio Scanio non si esprime in merito alla vicenda.
LUGLIO 2026
La Regione Piemonte approva, attraverso il benestare della signora Daithatsu Bresso, figlia di Mercedes Bresso, di uccidere seicento Cani e seicento gatti in provincia di Alessandria. Sembra che le bestie domestiche, in soprannumero rispetto a quanto stabilito dalla recente legge regionale, abbiano costituito un sindacato a loro difesa che li tuteli dai maltrattamenti dei loro padroni. I cacciatori di Cani e gatti che si sono prenotati, pagheranno 40 Euro per un gatto, 110 per un cane. Una cifra tutto sommato modica per sparare ad una bestia che ha dietro un sindacato di nullafacenti. Non capita tutti i giorni. Il ministro dell’ambiente Capromulgo Scanio in vacanza a EuroParadiso (calabria), comunica con i suoi segretari solo attraverso un codice segreto. Dall’ultima intercettazione riportiamo quanto segue: Q_hi-S&_n$e_FR_16ega!
LUGLIO 2046
La Regione Piemonte, da due anni rinominatasi REPIEM (il cui logo-stemma è costituito da un spada-laser incrociata con una banconota di 10 NewEuro), approva, attraverso il benestare della signora Toyota Bressocorolla, nipote di Mercedes Bresso, di uccidere seicento operai in provincia di Alessandria. Sembra che gli operai siano in soprannumero rispetto a quanto stabilito dal nuovo governatore del Regno ItaloAustriaco.
I cacciatori di operai che si sono prenotati, pagheranno 40 NewEuro per un operaio semplice, 110 per uno specializzato. Una cifra tutto sommato modica per sparare ad un essere inutile.
Il ministro dell’ambiente Spazzolone Scanio che è in sosta permanente sui monti Sibillini, comunica con i suoi segretari attraverso segnali di fumo. Dall’ultima intercettazione riportiamo quanto segue: Pimpiripettenuse-pimpirepettepoo-po-po-po-po-po-pooooo.