
L'insostenibile leggerezza del RISPARMIO UNICO, concretizzata in molti modi dal partito unico del popolo delle libertà di non carcerazione, si manifesta immediatamente contro la prima realtà che in Italia è deputata a formare le menti, e cioè la scuola.
E visto che il controllo leggero nelle case degli italiani è da quindici anni perfettamente funzionante attraverso il tubo catodico unico, cosa rimaneva al povero Tremonti da sconquassare se non l'unico luogo di formazione delle menti?
Il bel partito unico, guidato dal premier unico e convalidato dalla legge duplice: una la sua, una degli altri, realizza la perla Tremontiana di togliere qualcosina agli italiani, e siccome è difficile togliere qualcosa dal nulla si comincia a togliere laddove è impossibile togliere.
Ben sa Tremontino che le scuole altro non sono che coacervi di comunisti che complottano e combuttano per formare orde di piccoli comunisti pronti a far cadere tra venti o trent'anni la salma di Silvio VII Re delle isole andamane, e far salire a capopopolo qualche reo complottista del PDmenoelle in prepensionamento dal ruolo di deputato dell'opposizione UNICA.
p.s.
Una cosa unica è accaduta a me e a Sergio Staino che si occupa di dirigere l'allegato EMME dell'unità del lunedì, e cioè di fare una vignetta similare. L'ho scoperto poco fa andando a comprare proprio Emme.
Il fatto che l'altro giorno abbia mandato la vigna proprio alla redazione di Emme, chiedendo se poteva loro interessare, esula da qualsiasi facile conclusione. Mi fa anzi piacere che io e Sergione abbiamo avuto un idea similare, non uguale.
Bella merda!
Questa è la frase formulata da almeno due miliardi di persone durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino 2008, per la presentazione del logo scelto per rappresentare le Olimpiadi di Londra del 2012.
Il sensazionale logo che vedete qui sopra, prodotto dalla Wolf Olins (vi invito a mandare una mail con emotive espressioni), un'azienda che ha ricevuto un regaluccio di 600.000 euro, non solo è oggettivamente brutto, ma pure anonimo.
Una valanga di giustificate polemiche sta nascendo nella comunità londinese che già in pochi giorni ha raccolto 40.000 firme per debellarlo dalla faccia della galassia.
Dentro la perla creativa degli Inglesi, che purtroppo non supera il “logo cetriolo” creato per il sito ITALIA.IT, costato agli italiani la modica cifra di 5 milioni di euro (buttati nel cesso), ci si dovrebbe non solo rintracciare il numero 2012 ma persino la scritta London. Con la certezza di questa comprensione grafica, quelli della Wolf Olins ci hanno lo stesso voluto scrivere la parola London.
Devo ammettere che è stato difficile superare la prova, ma quando ho terminato l'affannosa ricerca l'ho guardato e ho detto: vieni avanti creativo!
Persino quelli della BBC si sono mobilitati proponendo GRATIS alcuni loghi tra cui questo che mi sembra il piu’ interessante.

Una giustificazione della bella merda color fucsia, sarebbe che il logo rappresenta il mostro Turkaza che nel film nipponico del 1962 “Turkaza contro Londra” di Mishuni Terobozu grazie a raggi molecolari cromatici riesce a debellare la cattiveria umana che secondo lui era centralizzata nella capitale inglese.
Alla fine del film in un tripudio di colori, i cittadini britannici assieme ai giapponesi arrivati per suggerire come comportarsi costruiscono la nave spaziale che lo riporterà nel pianeta Indoku e questa speciale navicella viene composta proprio nello Stadio di Tottenham Hotspurs.
Ma la notizia non finisce e coinvolge il video di presentazione del logo, subito ritirato e ormai introvabile in Rete, il quale provocherebbe attacchi epilettici in soggetti predisposti.
L'aggettivo qualunquista è quello che un tipo, incontrato ieri, ha attribuito a questa vigna.
Circa da un anno a questa parte, questo aggettivo, sembra essere molto utilizzato contro chi fa satira. Spesso è utilizzato da chi non può o non riesce a fare satira, e ancor più spesso è utilizzato da chi fa politica, non gradendo chi fa satira, perché volente o dolente (;-)) la satira sostiene delle tesi e per evidenziarle, esaspera.
Quindi nulla di strano nella pratica.
Andando a vedere su Wikipedia:
---- con il termine qualunquismo si indica un atteggiamento vagamente ispirato dalle azioni del movimento dell'Uomo qualunque, e che rinnega o almeno intenzionalmente ignora l'aspetto politico del vivere associato.
È caratterizzato da una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio, nell'autonomo perseguimento delle soggettive scelte individuali. Questo atteggiamento è in genere considerato negativamente dagli individui politicamente attenti, che ne sottolineano i rischi connessi al rifiuto della partecipazione in un sistema democratico. Spesso l'attributo "qualunquista" è usato con senso spregiativo nel dibattito politico. -----
Non facendo politica, cioè non occupandomi, qui, della POLIS, bensì di satira della politica, io esaspero. (e ci mancherebbe)
Poi, vado a vedere quel che succede nella politica in Italia, e a distanza di un anno scopro che ci sono ancora molti indagati in modo definitivo nel parlamento, poi ci sono coloro che hanno avuto una sfracca di avvisi di garanzia che solo 15 anni fa bastava la notizia a far li dimettere dal ruolo di politico.
poi c'è un politico di primissimo piano che ha voluto divenire intoccabile nonostante la sfracca di avvisi di garanzia e i processi a cui è sottoposto, infine c'è la maggioranza dei parlamentari che ha votato perché tale elemento di primissimo piano, nonostante la sfracca di avvisi di garanzia e di processi divenisse intoccabile dalla giustizia.
Sono forse io che esaspero??
E' forse normale essere sfiduciati nelle istituzioni?
Se si, abbiamo più di cinquanta milioni di sfiduciati, cioè di qualunquisti, in Italia.
La legge è uguale per tutti... gli altri.
A fine agosto 2007, le api bottinatrici di almeno 20 mila alveari della Pianura Padana, sono letteralmente svanite. E' una variante tutta italiana del CCD (non ancora arrivata, pare, in Europa), come la chiamana gli americani, la misteriosa malattia che negli Stati Uniti ha fatto ridurre le api del 25% e che è legata, pare, all'uso di pesticidi e alla coltivazione di Ogm. Le api semplicemente spariscono da un giorno l'altro, senza nessun segnale premonitore: alveare disabitato.
Le Monde (quotidiano francese), molto meno interessato dei quotidiani Italiani al gossip di Palazzo, dedica servizi alle Api “Malate d'Uomo” e intervista, non un francese, bensì Francesco Panella, presidente di UNAPI, l'associazione degli apicoltori professionali Italiani.
Panella racconta come era sommerso dalle chiamate dei colleghi che gli raccontavano di alveari prosperi e popolosi trovati all'improvviso semivuoti. Allora è andato a vedere i suoi, di alveari (ma prima dell'intervista dov'era???), vicino al Ticino. Bene! Spopolati anche loro.
Nell'ottobre 2007 gli allevatori americani affrontano il problema. Come?
Allevando calabroni!!!
Immagino che se negli Stati Uniti morissero le pecore, alleverebbero pecoroni. Parola che diviene aggettivo non molto dissimile dal definire coloro che hanno avuto questa fantastica idea.
Il problema è che, senza api, addio impollinazione, e di conseguenza diminuiscono i raccolti di frutta e verdura. Forse un giorno negli USA dopo aver scoperto che non cresce più frutta e verdura, cominceranno a mangiarsi tra di loro. La soluzione per ora, è che si sono messi ad allevare su scala industriale, calabroni e bombi, e li vendono.
Ovviamente.
Torniamo i Europa: Le api francesi continuano a morire.
In Italia, ad inizio Aprile 2008, l'Unaapi ha contato 40.000 alveari spopolati nella sola pianura Padana. Il doppio rispetto al 2007. Anche queste morìe si sono verificate al momento della semina del mais conciato. Un successivo aggiornamento ha portato a 50.000 gli alveari colpiti. E' lecito supporre che, come le api, siano morti anche altri insetti.
Nel maggio 2008, la Germania ha proibito otto pesticidi, ritenuti dannosi per le api dopo una morìa verificatasi in concomitanza con la semina del mais. Da qualche anno c'è l'abitudine di trattare con pesticidi la semente.
In Italia ancora nulla si è mosso. In Germania - il Paese della Bayer - le autorità federali oltre a sospendere l'uso di otto pesticidi hanno detto che bisogna verificare la sicurezza dei contadini che li impiegano.
Se volete avere un'idea di come funzionano i pesticidi in questione, guardate questi appunti sul Gaucho. E' anch'esso sotto accusa per la morìa delle api, ma il suo nome non figura fra quelli vietati in Germania.
A proposito dell'ultimo G8, il Guardian (quot. Inglese), ha riportato la lista delle portate (pagate da noi contribuenti), e servite per cena ai tutti i potenti, che si sono garantiti:
un antipasto a base del costoso tonno che l'appetito dei giapponesi sta mettendo in seria difficoltà nel Mediterraneo, con anguilla in gelatina, salsa di soia, avocado. Poi zuppa di granchio con pesce. Cosciotto di agnello da latte con tartufi neri. Fantasia di dessert. Selezione di formaggi accompagnata da miele alla lavanda, più una decina di dolci, caffè, ammazzacaffè, controammazzacaffè, amaretti, ecc, ecc.
Miele alla lavanda!!! Io manco sapevo esistesse!
Dalle api dipende un terzo dell'impollinazione. Un terzo dei raccolti, un terzo del nostro cibo.
Per questo rilancio volentieri un post del blog americano Celsias, che pubblica un brano di un libro appena uscito, "A spring without bees" ("Una primavera senza api") di Michael Schacker. Il ragionamento di Michael Schacker dice in sostanza: le api sono alla base di tutta la produzione agricola. E' grazie al loro lavoro di impollinazione che raccogliamo la gran parte della frutta e della verdura.
Senza api, i prezzi del cibo - già disastrosamente aumentati - cresceranno ancora, sommandosi alla crisi economica e agli alti prezzi dell'energia.
Ancor meno soldi nelle tasche della gente, economia ancor più in difficoltà, crollo di alcune produzioni, ulteriore avvitarsi della recessione.
Egli definisce ciò che sta avvenendo una "Beepocalypse". Un'Apicalisse, dunque.
Nel frattempo molti apicoltori italiani, hanno paura per il loro futuro. Osservano la morte delle loro api....e si sentono parte in causa, perché anche nelle città più verdi d'Italia, loro stessi aggiungono pesticidi e diserbanti etc.
Gli apicoltori sono come gli altri Italiani, continuano ad immettere nell'atmosfera, nella terra, nelle acque, sostanze che uccidono gli insetti, gli animali.
Qualche apicoltore si chiede se stanno uccidendo loro stessi.... e aggiunge: Ora tocca alle api, poi starà a noi.... dobbiamo reprimere questo uso indiscriminante di sostanze, altrimenti scompariremo dalla terra!

Ho realizzato questa vigna per il
meetup195 di Bergamo di cui faccio parte (cliccando sopra si apre il file del volantino in A4 da stampare).
Il
1 luglio 2008 a Dalmine (BG) si terrà un convegno e i relatori sono le persone più esperte in materia di ciò che emettono questi inceneritori.
Intanto un grazie a Luca Ruggeri e a tutto il gruppo ambiente che si stanno dando da fare per il divenire di questo evento.
INCENERITORI:
BRUCIARE, FUTURO, E SALUTE… MA A NORMA DI LEGGE
Un'alternativa c'è!!
Le 3 R : Riduzione-Riuso-Riciclaggio ovvero la Strategia Rifiuti Zero attualmente applicata in Nuova Scotia (Canada),Camberra e Perth (Australia), Nuova Zelanda, San Francisco e molte altre città californiane tra cui Los Angeles, 4 milioni di abitanti, che oggi ricicla il 70% dei propri rifiuti e pianifica di arrivare al 95% entro il 2025!
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Gli amici di Beppe Grillo di Bergamo e Provincia,
Vi invitano alla conferenza:
INCENERITORI: RISCHI E ALTERNATIVE
1 luglio 2008
ore 20,30
presso il teatro civico di Dalmine, via Kennedy n.3
Interverranno:
Dott. Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie
Dott. Federico Valerio, dell'Istituto Tumori di Genova, dipartimento di chimica ambientale
UN EVENTO PER INFORMARE I CITTADINI
PERCHE' ESSERE INFORMATO TI PERMETTE DI DIFENDERE I TUOI DIRITTI.
Come riporta sul suo blog il mio conterraneo Daniele Martinelli, come invito voi a scrivere quello che ho appena scritto anch'io al dr. Schifani Renato (su copiatura del testo di Daniele), e cioè una mail con due semplici domande che chiedano due semplici risposte atte a far emergere una verità molto molto semplice.
schifani_r@posta.senato.it
Al Presidente del Senato Renato Schifani
Il sottoscritto cittadino elettore Le chiede se corrisponda a verità quanto affermato da Marco Travaglio nel libro: “Se li conosci li eviti” e cioè:
1) che Lei sia o sia stato socio della Società Siculabrokers unitamente a Nino Mandalà e Benny D’Agostino
2) che Lei sia stato Consulente del Comune di Villabate come esperto del Sindaco in materia Urbanistica.
Qualora lo ritenga utile od opportuno, potrà aggiungere sue eventuali valutazioni.
In assenza di Sua risposta entro 10 giorni da oggi, riterrò il suo silenzio come conferma dei fatti sopra riportati e trarrò le mie valutazioni.
Distinti saluti
Vilfred Moneta
Grazie Daniele!!!